I Nuovi Mostri

by Etruschi from Lakota

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credits

released January 18, 2013

Phonarchia Dischi
Neanderthal Promotions
Watchtower Booking

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about

Etruschi from Lakota Montecastelli Pisano, Italy

Gli Etruschi From Lakota nascono nel settembre del 2011 dopol’incontro con il produttore Nicola Baronti.
Da questa collaborazione nasce ‘’Davanti al Muro’’, Ep uscito nel marzo 2012 per Phonarchia Dischi e successivamente, nel gennaio 2013 il primo disco "I Nuovi Mostri".
Nella stagione 2013/2014 arrivano riconoscimenti importanti come: Premio FAWI 2013 e il Premio Buscaglione nel febbraio 2014.
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Track Name: Elenoir
É l’ora di farla finita con questo stupido gioco.
Correr dietro alle donne vuol dir perdere tempo e denaro
Soprattutto denaro.
Mi fan sentire forte anche se io lo so
e per un istante m’iiluderò e pagherò.
E più che passa il tempo ed io rimango solo con un bicchiere in mano,
nella speranza di sentirmi dire “Amore mio, ti amo”
É l’ora di farla finita con questo stupido gioco.
Stasera sono incazzato perché ripenso al mio passato...
a tutto quel che ho sbagliato.
Alle occasioni gettate al vento per paura di fallire,
alle battute senza senso dove c’è tutto da capire...
E più che passa il tempo ed io rimango solo con un bicchiere in mano,
nella speranza di sentirmi dire “Amore mio, ti amo”
E più che passa il tempo ed io rimango solo con un bicchiere in mano,
nella speranza che tu mui dica “Amore mio non è finita”.
Evviva la vita.
Bonsoir, mon amour, chéri, Elenoir...
Track Name: Guerra tra poveri
Oggi è Natale, non è mica carnevale
Perchè mi ha fermato caro pubblico ufficiale?
Cammino sereno percorrendo la mia strada
lei è un bracconiere io sono in cerca di una preda.
“silenzio per favore, io sono un pubblico ufficiale.
Il re di questo mondo e faccio quello che mi pare!
Documenti per favore! caccia i soldi per pagare
per un’offesa a Dio nel giorno di Natale”.
E mentre compila quello stupido verbale
Il collega grida in faccia se ho qualcosa da dichiarare.
Se bevo l’acqua del mare voi scrivete
Se pago per fare l’amore voi scrivete
Se parlo in toscano non ascoltate
Se cerco la pace dei sensi voi sparate.
E mentre se ne vanno via con il sorriso in bocca
Sento un gran rumore è una gomma che scoppia
L’auto lentamente se ne scivola giù
Lungo un fiume ormai in piena che s’innalza sempre più.
Gridando aiuto “Stiamo per annegare!
Vieni a salvare un caro pubblico ufficiale”
Ma io gli rispondo “non ho voglia di bestemmiare
Ho una donna che mi aspetta per il pranzo di natale”
L’acqua scorre forte dal cielo verso il mare
Il collega grida ancora se ho qualcosa da dichiarare.
Se bevo l’acqua del mare voi scrivete
Se pago per fare l’amore voi scrivete
Se parlo in toscano non ascoltate
Se cerco la pace dei sensi voi sparate.
Track Name: P.M.P. (panorama musicale provinciale)
Tra boccali di birra ed un leggero spinello
Si chiude il cerchio musicale provinciale
Dove s’insegna spesso ad imitare il falso mito
del passato del presente e del futuro,
magari del futuro sarebbe originale.
C’è chi si dà le arie per le vie del centro
Il giudizio universale di una ragazza fuori tempo
Che sta sotto al palco pronta a tifare
L’amico di famiglia o il bullo di quartiere,
magari di quartiere sarebbe originale.
PMP! Panorama musicale provinciale.
Qualcuno sta cercando il successo planetario
Dove non si lavora guadagnando un gran salario
Come scrivere canzoni con la pancia al sole
Con le solite tre parole: amo amare l’amore,
magari odiare l’amore sarebbe originale.
C’è chi mi consiglia per il bene mio
“devi divertirti per l’amor di Dio.
Ma non si vergogna a cantar questa canzone?
Sembra un chierichetto da prima comunione”.
PMP! Panorama musicale provinciale.
Tra sinagoghe e maestri severi, carta straccia ed attestati vari,
scale doriche perdute nel nulla, e si riapre il cerchio musicale.
Track Name: Una storia
Ora c’è una storia che vi voglio ricordare
Parla di un Comune che il lavoro non vuol dare
Ad una famiglia che non ha più padre
E non sa cosa fare, e non sa come mangiare
Poi entra nella storia un uomo particolare
Si presenta alla loro porta per proporgli il grande affare
“ti do i soldi, ti do il cibo, ti do l’aria!
Ma il tuo ragazzo dovrà sgobbare!”
Nell’ignoranza provinciale
Nessuno sa quanto l’amianto faccia male.
Il giovane diplomato, tutto contento,
non si lascia scappare l’occasione del momento
“avrai stipendio retribuito”
Torna la voglia di campare.
Ora questa storia inizia a fare male
Per delle spore tossiche che non fanno respirare
Ma non si sa che cosa fare.
Nell’ignoranza provinciale
Nessuno sa quanto l’amianto faccia male.
Ora c’è una storia che vi voglio ricordare
Parla di un ragazzo che si è fatto ammazzare
Nell’ignoranza provinciale
Nell’ignoranza provinciale
Nessuno sa quanto l’amianto faccia male.
Track Name: I nipoti di Pablo
Cerco una dolce compagnia, un’oasi d’amore
Per ritrovar la pace
Dove io posso lavorare senza più sentire
La voce del padrone
“tu hai mezz’ora per mangiare, poche ore per dormire,
due secondi per pensare, per quanto dovrai subire.
La tua idea è un’utopia. Uno sporco sogno d’anarchia.
Tu sei un uomo malato, domani sei licenziato!”.
Bravo raccontalo agli amici di quello che tu dici
E quello che mi fai.
Io ho esposto il mio pensiero
Da uomo prigioniero che risolve i tuoi guai.
“tu non hai voglia di lavorare, hai solo voglia di dormire!
Pensi sempre a pensare, per quanto dovrai subire.
Il padrone sono io! Sono l’unico vostro Dio!
Merito più rispetto! Ritira quello che hai detto!”.
Cerco una dolce compagnia, un’oasi d’amore
Per ritrovar la pace
Dove io posso lavorare senza più sentire
La voce del padrone
“Hai sette giorni per pensare se vuoi andare o rimanere
A lavorare qui in cantiere, dopo aver fatto il tuo dovere.
Spazzerai la ciminiera, sotto ai piedi anche la terra.
E se fai per me lo straordinario ritoccheremo il tuo salario.
Il padrone sono io, non sono affatto amico tuo.
Tu sei un uomo malato, domani sei licenziato!”.
Rientro a testa bassa al mattino,
il padrone è lì vicino,
con un sogno ormai lontano.
Track Name: Aulin
Madre, ti ho visto aprire l’armadietto dei medicinali
Per curar le botte.
Mi dici “son caduta dalle scale”
Ma non serve l’aulin,
E stammi ad ascoltare.
Chiudi gli occhi, tira su le coperte,
che domani poi vedrai.

Sorella, non aver paura.
Spiegami quei segni sopra ai bracci
Che nascondi col pullover.
Mi dice che è stato il gatto.
Ma non serve l’aulin
Stammi ad ascoltare.
Torna in camera, pensa ai fiori
Che domani poi vedrai.

Padre, smonta il tuo orgoglio.
Non bestemmiare per quei graffi
Delle donne che hai intorno.
Tu dici “non mancarmi di rispetto”
Ma non serve l’aulin
E stammi a sentire.
Stai con le mani ferme immobili
Che domani...
Dottore non sto tanto bene:
non c’è un aulin che mi può dare?
Per questo dolore che nasce dal cuore
E non lo so fermare
“ma guardi, non serve l’aulin
Torni a casa, chiuda gli occhi e usi rimedi naturali
Che domani poi vedrà...”
Track Name: Il politico alternativo
Il politico alternativo ha un crocifisso intorno al collo e crede in Dio.
Nel bagaglio non c’è cultura né assorbenti per la bocca,
per ogni sua parola.
“Io credo tanto nella famiglia” diceva.
Al mattino si alza presto e si gira su sé stesso, col timore d’esser visto
dagli occhi aperti di un disegno astratto,
Turbato da quel sesso troppo tenero e perverso.
La politica in ribasso ha fatto Crack
È morto un cristo è rimasto un uomo in frac
Il frate Tuck che va su e giù
Seguendo il passo del tip tap.
Obladì obladà, il ritrovo a Saint Vincent
Nella grande Babilon con un grande Casinò.
“ma scusate ma chi è quel carçon?”
“scusate Onorevole Senatore, non lo so”
“ma come no! Prendetelo!”
Il politico alternativo sta scrivendo il suo copione per un nuovo film d’azione
Dove il sangue scorre lentamente al giudizio della gente
Che in fondo a tutto griderà:
“Hai preso una bella botta in testa! Ahahahah!”
E chiude il suo comizio regalando un cesto natalizio ad una vecchia di un ospizio.
Nel cesto un passepartout per l’aldilà e una dedica scritta a penna:
“grazie per l’eredità”.
La politica in ribasso ha fatto Crack
È morto un cristo è rimasto un uomo in frac
Il frate Tuck che va su e giù
Seguendo il passo del tip tap.
Obladì obladà, il ritrovo a Saint Vincent
Nella grande Babilon con un grande Casinò.
“ma scusate ma chi è quel carçon?”
“scusate Onorevole Senatore, non lo so”
“ma come no! Prendetelo! Fermatelo! Arrestatelo! Uccidetelo!”
Il ritrovo a Saint Vincent
nella grande Babilon
con un grande casinò
Dove tutto ora si può.
Track Name: Insetti
Vestiti da pagliacci per un matrimonio,
Cravatte troppo strette sembra proprio un cappio al collo.
Saremo un centinaio, un quarto di paese.
Più che invitati sembriamo tanti insetti.
Ma splende da lontano la sorella di un amico
Si chiama damigella secondo il sacro rito
Che mi guarda negli occhi con la voglia di scappare
Da tutta quella farsa che non sa sopportare.
Stiamo ad aspettare questa grande festa
La nonna sta piangendo per la zia Francesca
Che cerca redenzione con una fede al dito
Lavando quei peccati di un amore troppo spinto.
Volano, volano il riso e le risate
Volano, volano le balle e le favole
Dentro al matrimonio, dentro al delirio
Non lasciarmi qui da solo, oddio!
Tra falsi testimoni, alcuni americani
Per quell’atteggiamento si sentono sultani
Suda il prete, uomo solo difronte al peccato
Che un sodalizio impone per leggi di mercato.
Dentro alle teste di tutti gli invitati
Si cercano pensieri sui futuri innamorati
Secondo quel criterio da popolo oppresso
“ma faranno l’amore, o soltanto sesso?”
Volano, volano il riso e le risate
Volano, volano le balle e le favole
Dentro al matrimonio, dentro al delirio
Non lasciarmi qui da solo, oddio!
Vola il riso e le risate, non lasciarmi qui da solo...
Track Name: Nessuno si muove
La vedon passare, la giovane in strada
Nudi i suoi piedi, sporca ed usata
Tutti a guardare, nessuno a parlare
Si nota solo il grembo che inizia scalciare.
Senton le urla oltre le pareti
Trafiggono i mariti come lame come vetri.
Ferendo l’imputato con l’accusa di reato
Per una religione chiamato nono peccato
Come sappiamo nessuno si muove
Si vede la ruggine attaccata alle persone
Qualcuno della piazza dovrà intervenire
Ma la donna sola dovrà soffrire
La bella con la pancia, prossima al parto,
grida più forte per coprire il suo pianto
che è di dolore, di un gran dolore
perché nessuno si muove
arriva la pioggia, lava la piazza,
spazza via i rancori per chi si cala i pantaloni.
Li vedi nascosti nei loro salotti
Lontano dalla donna per scappare dai rimorsi
Come sappiamo nessuno si muove
Si vede la ruggine attaccata alle persone
Qualcuno della piazza dovrà intervenire
Ma la donna sola dovrà soffrire
Come sappiamo nessuno si muove
Si vede la ruggine attaccata alle persone
Qualcuno della piazza dovrà intervenire
Track Name: Re dei Giudei
Io sono un uomo non sono un santo
Io sono un cristiano vero e non l’avete reso un vanto
Ma quale figlio suo! Non sono un figlio di Dio.
Combatto il potere che ha fatto il male mio
“oh Jesus, my Jesus, my Jesus Superstar
Cristo in croce fra mille e più soldati armati”
Salvate Maddalena!
“Povero Cristo quanta pena mi fai
Se porgi l’altra guancia tu ne morirai
Povero Cristo, re dei Giudei
Neanche il Padreterno in cielo sa più chi sei”
Io sono un uomo, sono un morto sulla croce
Ma è l’idea che sia risorto a non darmi pace.
Ma quale Spirito Santo, e viver nel compianto.
Questa è l’estrema unzione per la mia Rivoluzione
“Povero Cristo quanta pena mi fai
Se porgi l’altra guancia tu ne morirai
Povero Cristo, re dei Giudei
Neanche il Padreterno in cielo sa più chi sei”
“You get the Power of the Glory, for ever and ever and ever”
“Povero Cristo quanta pena mi fai
Se porgi l’altra guancia tu ne morirai
Povero Cristo, re dei Giudei
Neanche il Padreterno in cielo sa più chi sei”
Track Name: Vengo anch'io
Si potrebbe tutti quanti andare allo zoo comunale
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare "Aiuto aiuto è scappato il leone"
e vedere di nascosto l'effetto che fa
Vengo anch'io? No tu no
Si potrebbe tutti quanti andare ora che è primavera
Con la bella sottobraccio a parlare d’amor
E scoprire che va sempre a finire che piove
e vedere di nascosto l'effetto che fa
Vengo anch'io? No tu no
Si potrebbe tutti poi sperare in un mondo migliore
Dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano
Un bel mondo sol con l’odio ma senza l’amore
E vedere di nascosto l’effetto che fa
Vengo anch'io? No tu no
Si potrebbe andare tutti in Belgio nelle miniere
a provare che succede se scoppia il grisù
venir fuori bei cadaveri con gli ascensori
fatti su nella bandiera del tricolore.

Si potrebbe tutti quanti andare al tuo funerale
A vedere se la gente poi piange davvero
E scoprire che è per tutti una cosa normale
E vedere di nascosto l’effetto che fa
Vengo anch'io? No tu no